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Chi è Felice Maniero ?
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Il libro su Felice Maniero
La mafia in veneto

Felice Maniero

Felice Maniero

Il primo sito dedicato alla figura criminale di Felice Maniero, noto anche come "Faccia d'angelo" il boss della mala del brenta.

La storia di Felice Maniero. Personaggio culto che ha seminato il terrore nel nord est italiano.

Indirizzi Utili

NEWS: 29 Ottobre 2008
Mafia Brenta: Maniero, tribunale respinge richiesta liberta'

Da anni collaboratore giustizia e' in regime di protezione. Il Tribunale di Venezia ha respinto la richiesta di Felice Maniero, ex boss della mafia del Brenta di tornare in piena liberta'. Maniero, da anni collaboratore di giustizia e in regime di protezione con l'obbligo di dimora, aveva chiesto di tornare completamente libero ma il giudice Savina Caruso - come riferisce oggi La Nuova Venezia - ha respinto la richiesta. A favore della liberta' per Maniero si era espresso anche il Procuratore capo di Venezia Vittorio Borraccetti.
fonte: ansa.it

NEWS: 17 marzo 2008
Nuove BR: Pm Boccassini chiama come teste il boss Felice Maniero

C'e' anche il boss della mafia del Brenta, Felice Maniero, tra i 64 testimoni chiesti dal pm Ilda Boccassini in vista del processo, che comincera' a Milano il 27 marzo, nel quale sono imputate 16 persone, accusate di aver dato vita alle 'nuove Brigate Rosse'. Maniero, gia' sentito nel corso della indagine, verra' interrogato "sui rapporti con Giuseppe Di Cecco (ex Br, ndr) sull'episodio del ferimento di Donato Agnoletto". Quest'ultimo fu rapito nel 1988. Alcuni dei testimoni saranno chiamati a ricostruire il 'filo' che lega le vecchie Brigate Rosse alle nuove: tra questi gli ex Calogero Diana e Marcello Ghiringhelli.
fonte: agi.it

NEWS: 25 febbraio 2006
L'autopsia conferma il suicidio della figlia di Maniero. Caso chiuso

I risultati dell’autopsia sul corpo di Elena Maniero non lasciano spazio a dubbi. La bella trentenne, figlia del boss Felice Maniero, si è tolta la vita da sola, lanciandosi dal terrazzo della mansarda di via Carducci, di proprietà del suo fidanzato.
L’esame, durato cinque ore e condotto dal medico legale Christian D’Ovidio ha stabilito che la figlia di “Faccia d’angelo” è morta per i traumi riportati a seguito della caduta. Un lungo volo di oltre quindici metri che ha messo la parola fine ad una vita travagliata e difficile, minato dalle angosce di un passato che non si cancella con una nuova identità. A questo si sono sommati un matrimonio fallito e un nuovo fidanzamento che dava, ormai da qualche settimana, segni di cedimento.
Probabilmente troppo dolore per una ragazza di soli 30 anni.
fonte: primadanoi.it

NEWS: 24 febbraio 2006
Felice Maniero non crede al suicidio. In lacrime per la morte della figlia: "me l'hanno uccisa "

Elena Maniero la figlia morta suicida del boss della malaIl pentito: «Volevano ammazzarmi, ma non ci sono riusciti, se la sono presa con lei»
Il capo della mafia del Brenta non crede al gesto disperato della ragazza. Gli inquirenti: si era tagliata i polsi
di AUGUSTO PARBONI.
«Faccia d’angelo, l’infame», non ci vuole proprio crede. Non riesce a convincersi che la figlia trentenne si sia tolta la vita lanciandosi da una mansarda a Pescara. Il motivo? Volevano uccidere anche lui. Un piano che è stato sventato appena un mese fa. E così, dopo essere venuto a conoscenza della tragedia, Felice Maniero, in lacrime, ha immediatamente dichiarato che si deve trattare di omicidio e non di suicidio. «Volevano ammazzarmi, ma non ci sono riusciti, perché sono diventato un collaboratore di giustizia; e allora volevano togliere la vita a mia figlia, se la volevano prendere con lei». Un pensiero, quello di Maniero, che si scontra però con gli accertamenti delle forze dell’ordine, secondo le quali la donna si sarebbe addirittura tagliata le vene dei polsi prima di lanciarsi nel vuoto. Si tratterebbe invece di ritorsione, secondo quanto dichiarato dall’ex boss della mafia del Brenta, colui che doveva essere assassinato con una carica esplosiva da piazzare nei pressi dell’aula bunker di Mestre in occasione di una delle deposizioni di «faccia d’angelo». Un piano che però è fallito grazie all’operazione «Ghost dog», indagini durate tre anni con pedinamenti e intercettazioni, che hanno permesso al magistrato di chiedere e ottenere l’arresto di 33 malviventi, chiusi in cella da circa 400 agenti del servizio centrale coordinati dalla Direzione Anticrimine Centrale, diretta dal prefetto Nicola Cavaliere. Gli investigatori sono riusciti lo scorso gennaio a evitare altri due omicidi. Questa volta però si trattava di due dirigenti della polizia che si occupavano appunto delle indagini sulla banda. Il disegno criminale era semplice: imporre la propria supremazia in tutto il territorio, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige. L’organizzazione infatti aveva progettato di realizzare una serie di attentati e il primo obiettivo era proprio Felice Maniero. Chiaro l’intento: punire l’ex boss passato dall’altra parte, quella degli «sbirri», e allo stesso tempo realizzare un’azione eclatante per dare una prova di forza a tutto l’ambiente della malavita italiana. Da qui il dubbio di «faccia d’angelo» che la figlia si possa essere uccisa, è convinto invece che si tratta di un gesto criminale, la donna è stata assassinata da chi da tempo vuole fargliela pagare per aver scelto di collaborare con chi da anni sta cercando di «distruggere» la banda del Nord. Organizzazione dedida a rapine in banche e uffici postali, a furgoni portavalori e a gioiellerie, tutti colpi messi a segno con armi da guerra: kalashnikov e bazooka. Un «lavoro» che negli anni ha fruttato alla banda venti milioni di euro. Erano ben delineati i ruoli: i capi decidevano quali reati commettere e sceglievano personalmente i nuovi membri. Vi erano poi alcuni personaggi che si occupavano del supporto logistico (fornendo auto «pulite» e trovando i garage dove nascondere i mezzi) e di mantenere i contatti con coloro che erano finiti in carcere ed altri a cui era affidato il compito di fare sopralluoghi, controllare gli obiettivi e pedinare le vittime individuate Tra gli omicidi attribuiti alla banda, quello di una guardia giurata avvenuto a Vigonza, (Padova) nel 1992, durante un assalto, fallito, a un furgone portavalori che trasportava circa 750 milioni di vecchie lire. I rapinatori sono anche accusati del tentato omicidio di tre guardie giurate e due poliziotti, avvenuto nel dicembre del 2002 a Ferrara nel corso di un altro assalto a un furgone blindato.
fonte: iltempo.it

NEWS: 23 febbraio 2006
Muore suicida la figlia di Felice Maniero

Felice Maniero al processo di veneziaElena Maniero, figlia del boss della mala del Brenta Felice Maniero, è stata trovata morta questa mattina a Pescara nel cortile di un signorile palazzo del centro. La donna, che da tempo viveva in città sotto copertura, si è suicidata gettandosi dalla mansarda del suo condominio, all'angolo tra via Carducci e via Parini. Dopo i primi rilievi la Polizia scientifica ha subito escluso ogni ipotesi di reato confermando che si è trattato di suicidio. Gli investigatori ritengono che la donna, di trent'anni, si sia uccisa dopo aver fatto uso di droga.

Elena Maniero viveva nella città abruzzese sotto il programma di protezione previsto per i familiari dei pentiti. Infatti il padre, ex boss della mala del Brenta, era diventato da tempo collaboratore di giustizia. I primi esami sul corpo della ragazza, che indossava il pigiama e un paio di infradito, hanno messo in evidenza numerose escoriazioni. Nulla però ha indotto gli investigatori a pensare a un avvenimento diverso dal suicidio. Al momento continuano gli accertamenti della polizia nell'appartamento della Maniero, che non ha lasciato alcun biglietto per spiegare il suo gesto. Intanto l'autorità giudiziaria ha disposto l'autopsia.

fonte: repubblica